Fame Emotiva e Stress
un aiuto concreto per gestire e migliorare il proprio rapporto con il cibo
In un mondo sempre più ossessionato dal cibo, MANGIARE è diventato un atto sempre più complicato.
I problemi legati all’alimentazione sono in costante aumento e i ritmi frenetici della vita tendono di giorno in giorno ad allontanarci sempre di più dall’unica parte di noi che può aiutarci a risolverli:
il nostro CORPO!
Diventa quindi prioritario e indispensabile – se vogliamo vivere in salute – recuperare un sano rapporto con il corpo e con il cibo che scegliamo, iniziando a porci la più semplice delle domande:
per FAME? per NOIA? per ABITUDINE? perchè sono TRISTE? perchè sono ARRABBIATƏ? per placare l’ANSIA?
non c’è una risposta giusta o sbagliata se non quella che ci SENTIAMO di dare, perché il nostro equilibrio dipende anche dall’attenzione che abbiamo verso le nostre percezioni, fisiche ed emotive.
Sia come psicologa che come operatrice olistica ho raccolto negli anni (e continuo a farlo) competenze, conoscenze e strumenti per accompagnarti nel tuo percorso di consapevolezza (quasi mai solo alimentare)
Non dobbiamo mandare giù tutto!
In qualsiasi momento della vita tu sia adesso, sei sempre liberə di poter cambiare strada o anche semplicemente di pensarla diversamente!
sono qui per te se volessi..
Sono Valentina Vitolo, psicologa, formatrice e operatrice olistica.
Mi occupo di fame emotiva, benessere psico–fisico e gestione delle emozioni, integrando la psicologia occidentale con le discipline orientali per favorire un rapporto più consapevole e autentico con il cibo e con se stessi.
Attraverso un approccio integrato che considera mente, corpo ed emozioni come un sistema unico. Accompagno le persone a riconoscere i meccanismi della fame emotiva, trasformare il cibo da risposta automatica a strumento di ascolto e riscoprire le proprie risorse interiori.
Il mio lavoro è orientato a costruire un benessere profondo e sostenibile, basato sulla consapevolezza, sulla regolazione emotiva e sul rafforzamento della motivazione personale, anche attraverso l’uso di metafore esperienziali.
